ciao da Sergio Merzario direttore di www.acraccademia.it
http://milanomigliore.blogspot.com/
(Onlus di fatto).. acraccademia.it ..non ha scopo di lucro... e afferma che anche il volontariato è fondamentale .. senza di quello.. è come avere gli okki kiusi.. non ci si vede! Cmq VI RINGRAZIAMO DI ESSERCI..CIAO.. 6 utile ..torna e collaborare..è poi x AMICI e PERSONE INTELLIGENTI: ..una donazione all'ACR-Onlus? .. il 5x1000 C.F.97365190152 o a don G.! MEMORIA.. "La memoria è il ventre dell'ANIMA!" NELLA FOTO BANDI OSCAR..
EccoVi.. gli obbiettivi di Acr-Crv Onlus di fatto..
Missione: “ACR (Onlus) svolge un’attività socio-culturale di prevenzione al BULLISMO. -‘dal 1987 ad oggi ”.. combatte le DEVIANZE GIOVANILI-il Cyberbullismo e "Bulli e Bullismo.. Vandali e Vandalismo” con l'OSCAR e crea protocolli d’intesa, tra operatori sociali, Associazioni, e Comitati. Breve Storia del Concorso di poesia/arti e mestieri OSCAR: Nasce nel 1987 a Milano, da un'intuizione di Sergio Dario Merzario, Rio, Semenza, Maderna e altri, prende il via il Concorso "IL BAGGESE". Acr, Repo e Paza nel 1999, lo trasformano nel trofeo lombardo ( che nel 2002 diviene TROFEO LOMBARDO LIGURE). Nel 2006 diventa OSCAR Internazionale CONTRO il BULLISMO con il contributo di Sergio Dario Merzario, Ketti Concetta Bosco , le biblioteche e l'Unicef Prov. di IMPERIA!”
associazione@acraccademia.it http://appuntamentiacr-onlus.blogspot.it/ http://www.youtube.com/watch
Care/i Lettrici/lettori! Questo è uno dei tanti Blog dell'Acr-Onlus, che con tantissime .. persone.. DONNE ..Uomini.. Giovani.. e Associazioni.. NO PROFIT.. lottano contro il BULLISMO e per la VIVIBILITA' con l' Ambiente. Il successo di un blog sta nel numero dei commenti, Vi preghiamo pertanto di commentare, anche solo con domande o con divergenze. Non abbiate paura. STIAMO LAVORANDO PER VOI... Cordialità da http://www.acraccademia.it/ e da appuntamentiacr-onlus.blogspot.it/ .. youtube.com/watch?v=uTrMRAggZ6s
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giovedì 2 gennaio 2020
lunedì 9 dicembre 2019
blogspot.com/ ..non riesco ➕ a non pensare a te..Gio' r Già ..
😗Ciao Giovedì domani ore 11 11:30 ci troviamo da don Gino in via Mengoni 3 per la semifinale dell'oscar internazionale contro il bullismo e sì alla salvaguardia ambientale... non mancare ti aspettiamo😘
http://suina-a.blogspot.com/
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venerdì 15 novembre 2019
Oscar? Si, grazie 31a ediz. 2019/20
https://25092009messainduomoxsanpadrepio.blogspot.com/
Clicca qui x vedere le ultime proposte dei soci e dei lettori di acr
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mercoledì 6 novembre 2019
https://youtu.be/04854XqcfCY
Sergio.. Gio'.. vedi freccia, Pietro dx, ci ha lasciato vittima di un incidente cinquant'anni fa, Rachele ci ha lasciato un anno fa, Chicco ci ha lasciato quarant'anni fa. Giuseppe alcuni anni fa.. insieme a Mariagrazia e Costantino... Gli altri: Aldo, Emiliana, Luisella, Mariella e Antonietta sono ancora vivi e gli auguriamo lunga vita .. a cura di www.acraccademia.it
https://youtu.be/04854XqcfCY
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www.acraccademia.it |
Nella foto il ns. presidente ACR ci ricorda che, chi ha tempo non aspetti tempo..
Il tempo che....
Il tempo non si trattiene;
la vita è un compito da fare e che ci portiamo a casa.
Quando una/o guarda e... sono già le sei del pomeriggio.
Quando una/o guarda ed è già venerdì.
Quando una/o guarda ed è finito già il mese.
Quando una/o guarda ed è già finito un anno.
Quando una/o guarda e già sono passati 40... 50.. 60 o 70 anni...
Quando una/o guarda e si accorge di aver perso un amica/o.
Quando una/o guarda l'amore della propria vita andarsene e si accorge che è tardi per tornare indietro... Anche se non è mai troppo tardi x amare ...
Non smettiamo mai di fare qualcosa che ci piace per mancanza di tempo, non smettiamo mai di avere qualcuno accanto a noi o di goderci la sana solitudine.
Perché i nostri figli subito non saranno piú nostri e dovremo fare qualcosa con questo tempo che resta... Vivendo e non vegetando..
Proviamo ad eliminare il
Tempo sprecato.. Amando tantissimo!
www.acracademia.it
venerdì 1 novembre 2019
Oscar no al bullismo e si alla salvaguardia ambientale...
![]() |
www.acraccademia.it |
Acr
Il 4 Novembre dell'anno del Signore
Santa Carla del mio ♥
Buonanotte 😍 mio
stupenda bellllissima Carla
è il tuo onomastico Augurissimi
Alla luce dei miei occhi del mio ♥
La mia anima si perde nei tuoi 👓
ti adoro mia dolce regina del ♥
AUGURI mia mamma mia sorella
Mia sposa.. mia Amante ..
Mia MADONNINA.
Libera e sinceramente
Donna vera.
Già di Gio '
martedì 22 ottobre 2019
Lettere al Direttore
Lettere al Direttore!
Appunti filosofeggianti.
a cura di Francesco Costantino.. Filosofo!
Politica Italiana 2019-10-21
Egregio Sig. Direttore con il Suo
permesso voglio, oggi, commentare
i fatti della politica italiana.
Tutti sono d’accordo nel dire che va
superata la contrapposizione fra destra
e sinistra, secondo me l’idea è giusta
ma per l’Italia non è cosa da fare,
prima gli italiani devono fare altro.
Cosa? Lo spiego qui di seguito.
Per semplicità prendo come riferimen-
to i “gilet gialli” francesi. E qui il primo
sbaglio italiano, i gilet gialli è il vestito
che indossano i manifestanti, vestito
che in antico era il pantalone largo del
contadino nel medio evo, i san culottes
della rivoluzione francese, insomma i
gilet gialli sono solo qualcosa di legato
al momento storico a facile di cambiare
nel futuro. In Francia i gilet gialli sono
subito associati alla “Jacquerie”.
Adesso spieghiamo cos’è la Jacquerie.
E’ il nome che i nobili associavano ai
contadini, alla plebe, ai servi della gleba.
Questa storia inizia, più o meno, con
Carlo Magno, o per meglio dire con la fine
delle invasioni barbariche, all’epoca, come
oggi, non sempre le coppie avevano una
legittima discendenza, così alla morte del
signore del posto spesso succedeva una
persona non proprio acculturata ma devota
la Re del momento, questo nuovo signore
di solito strappava i patti del de cuius e ne
sottoscriveva uno nuovo con i rappresentan-
ti dei contadini. Però spesso e volentieri
detti patti non venivano rispettati proprio
dal nuovo signore, ed ecco che Jaques, il
contadino, si rivolgeva ad un avvocato,
che non era Azzeccagarburgli, in modo che
la questione venisse portata al Re, questi
nominava un legato che andava sul posto
per capire la lite, prendere appunti e ripor-
tare i fatti al re, il quale leggeva il reso-
conto ed emetteva la sentenza, che di
solito era equa, accettata e fatta rispettare.
Il Re aveva tutto l’interesse ad essere sopra
le parti perché il suo scopo era di pacifica-
re il suo regno riscuotere le tasse, circon-
darsi di belle cose, armare un esercito per
essere pronto alla guerra.
Infatti, per ritornar all’oggi, Macron il Pre-
sidente attuale francese, ha sentito i rap-
presentanti dei gilet gialli, ha capito il pro-
blema e ha cercato e cerca di trovare una
soluzione. Tralasciamo il fatto che i gilet
gialli si dividono fra massimalisti e rifor-
misti per non entrare nelle polemiche del
caso. Fermiamoci, invece, a considerare
l’Italia, non abbiamo fiducia negli avvocati,
ne abbiamo poca nei giudici, non abbiamo
un re che pensi a come lasciare il ricordo
del suo passaggio su questa Terra.
Cosa abbiamo in Italia? Abbiamo l’antica
idea di chiedere al “Veltro” di turno che
scenda in Italia e imponga “UNA LEGGE”
uguale per tutti, dimendicando che il
Veltro fa anche i suoi interessi che non so-
no quelli dell’Italia.
Voglio mettere in evidenza due fatti che
gli italiani conoscono poco.
Quando a Schengen si riunirono i leader
europei escludendo gli italiani i nostri
statisti in ginocchio, col cappello in mano,
hanno supplicato di entrare nel club.
Il club aveva già stabilito le regole e i
nostri politici li hanno sottoscritti senza
poterli discutere. Da qui la faccenda del
diametro dei piselli surgelati e delle maglie
delle reti da pesca, come al solito gli italia-
ni sottoscrivono gli accordi e poi non li
rispettano. L’UE mette a disposizione
fondi per le infrastrutture ma poi questi
fondi non possono essere spesi perché
gli italiani non rispettano le procedure
sottoscritte.
Il peggio però e che i giornalisti, novelli
chierici, si guardano bene di spiegare il
perché, scrivono solo che la Germania e
Francia fanno i loro interessi, senza spie-
gare che questi Paesi rispettano le regole
liberamente sottoscritti. L’Italia, invece,
non lo fa.
Tutto è perduto? No, in Italia oggi 2019
c’è un embrione di persone in politica che
suo malgrado affronta questo problema,
veramente commette errori su errori, ma
al fondo del tunnel una lucina bianca sem-
bra esserci, basterà, speriamo.
Carissimo Francesco Costantino, filosofo baggese e milanese, come si fa a negarti il permesso, scrivi talmente bene che ti farei un torto imperdonabile se non ti concedersi il permesso.. Ma soprattutto lo farei ai lettori, che grazie a te finalmente sapranno spiegarsi le ragioni e le motivazioni che spingono il "Veltro" di turno... straniero per parecchi italiani.. Cioè l'Europa, a trattarci come ci trattano a noi Italiani. E pensare che con gli accordi di Roma del 1957, fummo tra i primi, noi Italiani a pensare in grande e volere l'U. E. Magari pensando ad un nuovo "sacro romano impero".
Invitandoti a proseguire su questo ed altri filoni Filosofici e politici... Chiedo ai lettori di farci sapere cosa ne pensano alla mail: acr-4659@gmail.com o al 3474917193 (solo da WhatsApp )..rilanciamo i nostri giornali con l'intenzione di riprendere a pubblicare il Milanese x i milanesi e x il mondo intero.
Sergio Dario Merzario
..direttore di www.acraccademia.it
...ciao mi dici cosa ne pensi?... Grazie Già.. Gio'
Appunti filosofeggianti.
a cura di Francesco Costantino.. Filosofo!
Politica Italiana 2019-10-21
Egregio Sig. Direttore con il Suo
permesso voglio, oggi, commentare
i fatti della politica italiana.
Tutti sono d’accordo nel dire che va
superata la contrapposizione fra destra
e sinistra, secondo me l’idea è giusta
ma per l’Italia non è cosa da fare,
prima gli italiani devono fare altro.
Cosa? Lo spiego qui di seguito.
Per semplicità prendo come riferimen-
to i “gilet gialli” francesi. E qui il primo
sbaglio italiano, i gilet gialli è il vestito
che indossano i manifestanti, vestito
che in antico era il pantalone largo del
contadino nel medio evo, i san culottes
della rivoluzione francese, insomma i
gilet gialli sono solo qualcosa di legato
al momento storico a facile di cambiare
nel futuro. In Francia i gilet gialli sono
subito associati alla “Jacquerie”.
Adesso spieghiamo cos’è la Jacquerie.
E’ il nome che i nobili associavano ai
contadini, alla plebe, ai servi della gleba.
Questa storia inizia, più o meno, con
Carlo Magno, o per meglio dire con la fine
delle invasioni barbariche, all’epoca, come
oggi, non sempre le coppie avevano una
legittima discendenza, così alla morte del
signore del posto spesso succedeva una
persona non proprio acculturata ma devota
la Re del momento, questo nuovo signore
di solito strappava i patti del de cuius e ne
sottoscriveva uno nuovo con i rappresentan-
ti dei contadini. Però spesso e volentieri
detti patti non venivano rispettati proprio
dal nuovo signore, ed ecco che Jaques, il
contadino, si rivolgeva ad un avvocato,
che non era Azzeccagarburgli, in modo che
la questione venisse portata al Re, questi
nominava un legato che andava sul posto
per capire la lite, prendere appunti e ripor-
tare i fatti al re, il quale leggeva il reso-
conto ed emetteva la sentenza, che di
solito era equa, accettata e fatta rispettare.
Il Re aveva tutto l’interesse ad essere sopra
le parti perché il suo scopo era di pacifica-
re il suo regno riscuotere le tasse, circon-
darsi di belle cose, armare un esercito per
essere pronto alla guerra.
Infatti, per ritornar all’oggi, Macron il Pre-
sidente attuale francese, ha sentito i rap-
presentanti dei gilet gialli, ha capito il pro-
blema e ha cercato e cerca di trovare una
soluzione. Tralasciamo il fatto che i gilet
gialli si dividono fra massimalisti e rifor-
misti per non entrare nelle polemiche del
caso. Fermiamoci, invece, a considerare
l’Italia, non abbiamo fiducia negli avvocati,
ne abbiamo poca nei giudici, non abbiamo
un re che pensi a come lasciare il ricordo
del suo passaggio su questa Terra.
Cosa abbiamo in Italia? Abbiamo l’antica
idea di chiedere al “Veltro” di turno che
scenda in Italia e imponga “UNA LEGGE”
uguale per tutti, dimendicando che il
Veltro fa anche i suoi interessi che non so-
no quelli dell’Italia.
Voglio mettere in evidenza due fatti che
gli italiani conoscono poco.
Quando a Schengen si riunirono i leader
europei escludendo gli italiani i nostri
statisti in ginocchio, col cappello in mano,
hanno supplicato di entrare nel club.
Il club aveva già stabilito le regole e i
nostri politici li hanno sottoscritti senza
poterli discutere. Da qui la faccenda del
diametro dei piselli surgelati e delle maglie
delle reti da pesca, come al solito gli italia-
ni sottoscrivono gli accordi e poi non li
rispettano. L’UE mette a disposizione
fondi per le infrastrutture ma poi questi
fondi non possono essere spesi perché
gli italiani non rispettano le procedure
sottoscritte.
Il peggio però e che i giornalisti, novelli
chierici, si guardano bene di spiegare il
perché, scrivono solo che la Germania e
Francia fanno i loro interessi, senza spie-
gare che questi Paesi rispettano le regole
liberamente sottoscritti. L’Italia, invece,
non lo fa.
Tutto è perduto? No, in Italia oggi 2019
c’è un embrione di persone in politica che
suo malgrado affronta questo problema,
veramente commette errori su errori, ma
al fondo del tunnel una lucina bianca sem-
bra esserci, basterà, speriamo.
Carissimo Francesco Costantino, filosofo baggese e milanese, come si fa a negarti il permesso, scrivi talmente bene che ti farei un torto imperdonabile se non ti concedersi il permesso.. Ma soprattutto lo farei ai lettori, che grazie a te finalmente sapranno spiegarsi le ragioni e le motivazioni che spingono il "Veltro" di turno... straniero per parecchi italiani.. Cioè l'Europa, a trattarci come ci trattano a noi Italiani. E pensare che con gli accordi di Roma del 1957, fummo tra i primi, noi Italiani a pensare in grande e volere l'U. E. Magari pensando ad un nuovo "sacro romano impero".
Invitandoti a proseguire su questo ed altri filoni Filosofici e politici... Chiedo ai lettori di farci sapere cosa ne pensano alla mail: acr-4659@gmail.com o al 3474917193 (solo da WhatsApp )..rilanciamo i nostri giornali con l'intenzione di riprendere a pubblicare il Milanese x i milanesi e x il mondo intero.
Sergio Dario Merzario
..direttore di www.acraccademia.it
...ciao mi dici cosa ne pensi?... Grazie Già.. Gio'
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